Autore: Stefano Bombieri

  • 100 GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

    «Uno in Cristo, uniti nella missione» è il tema scelto da Papa
    Leone XIV per la Giornata MissionariaMondiale 2026 che si celebrerà Domenica 18 ottobre. «La prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri», dice il Papa nel suo messaggio. Questo invito risulta particolarmente significativo nell’anno in cui celebriamo il Centenario dell’istituzione della Giornata Missionaria Mondiale che dal 1926, per
    volontà di Papa Pio XI, si celebra nella penultima domenica di ottobre in tutte le Chiese del mondo. È la giornata della “cattolicità” e della solidarietà universale” tra le Chiese sparse in tutto il mondo. È la Giornata in cui tutti i credenti in ogni angolo del mondo, convocati attorno alla figura di Gesù, primo missionario, pregano e offrono la loro solidarietà per le missioni.
    Non dimentichiamo che l’impegno di portare il Vangelo fino ai confini del mondo (At 1,8) – come ci ricorda ilConcilio Vaticano II – è affidato a tutti i battezzati.
    Certo, non tutti possono partire, ma tutti possono e
    devono contribuire, sostenendo, con la preghiera
    l’azione missionaria della Chiesa in ogni angolo del
    mondo.

  • LETTERA PASTORALE DEL VESCOVO

    Consegnata l’8 settembre 2026, durante la Messa per la
    Madonna del Popolo in Cattedrale. È la quarta Lettera
    pastorale del Vescovo di Verona.
    “Siamo viandanti.
    Lo siamo perché veniamo al mondo
    con una nascita incompiuta
    e una strada da cercare,
    passo dopo passo”
    La Lettera pastorale Sulla via, di poco più di 100 pagine,
    invita a riscoprire la vita cristiana come un cammino. Il
    titolo richiama i primi cristiani, chiamati “quelli della
    Via”, e l’immagine di un Dio che non rimane immobile,
    ma cammina, viene incontro e accompagna. La prima
    parte, “Strada facendo”, riflette sul significato del
    camminare nella vita e nella Bibbia. La seconda,
    “Camminare insieme”, propone indicazioni concrete
    per una Chiesa che si mette nuovamente in viaggio
    verso Dio e verso le persone. Per Caritas, questo
    cammino significa soprattutto andare incontro alle
    persone, camminare con chi vive situazioni di fragilità,
    incontrarlo là dove si trova e costruire comunità capaci
    di riconoscere i bisogni e rispondere con attenzione. La
    strada diventa così luogo di incontro, solidarietà e
    condivisione.
    https://www.caritas.vr.it/lettera-pastorale-vescovo-2026-2027/

  • PERCORSO DI INIZIAZIONE CRISTIANA

    Iniziazione Cristiana

    Come funziona il periodo di Iniziazione Cristiana (Catechismo) nella nostra parrocchia.
    Parliamo di Iniziazione Cristiana e non di Catechismo perché il nostro obbiettivo è creare un percorso che coinvolga le famiglie, che non sia un appuntamento dove ai bambini vengono raccontate delle storie, insegnate delle preghiere, ma dove la famiglia viene coinvolta in un percorso di apprendimento o ri-apprendimento alla fede nei confronti dei figli.
    Siamo convinti che l’esempio dei genitori sia il primo e fondamentale passo per creare nei bambini la curiosità e l’interesse per qualsiasi cosa e dunque anche per la Fede.
    Il periodo, che coinvolge in diversi momenti i bambini, parte dal primo anno di scuola elementare e di solito viene strutturato così:
    Il primo e secondo anno si incontrano insieme, con un percorso che li vede coinvolti le domeniche mattina, 4/5 domeniche nei periodi importanti della cristianità:

    • incontro di conoscenza, 1^ Avvento, Epifania , Le ceneri, Quaresima, Pasqua , Saluto)
      Ci si incontra prima della messa delle ore 10.00 ( dalle 9:15 – 9:45 ) insieme bambini e genitori.
      Dal terzo al quinto anno incontri una volta al mese di solito la domenica mattina: ore 10:00 messa e dopo incontro di solito fino alle 12.00 circa (se si riesce, coinvolgiamo i genitori in momenti specifici dopo messa dedicati a loro).

    Per le medie gli incontri sono una volta al mese di solito il sabato sera iniziando con la Messa delle ore 18 a seguire l’incontro e molte volte un momento finale di festa.

    Nella nostra parrocchia non ci sono veri e propri catechisti ma gruppi di genitori che di anno in anno seguono i bambini.
    I genitori sin dai primi anni sono accompagnati da “tutor” che li aiutano in questo compito di educazione alla fede dei propri figli.
    Di solito cominciamo la prima settimana di ottobre.
    Tramite gruppo WhatsApp avvisiamo chi è interessato.

    In occasione del primo incontro daremo tutte le spiegazioni necessarie e risponderemo a tutti indubbi e le domande.

  • ASSEMBLEA DIOCESANA

    Sono circa 2.700 i rappresentanti delle varie comunità e aggregazioni cattoliche veronesi presenti all’Assemblea diocesana di sabato 16 maggio presso il Palariso di Isola della Scala. Il programma prevedeva, dalle 9.00, una prima parte con accoglienza, introduzione alla giornata e al percorso, momento di preghiera e intervento del vescovo Domenico Pompili); dalle 10.30 il lavoro sul Documento dell’Assemblea, prima e dopo il pasto fissato per le 12.30; nel pomeriggio le conclusioni affidate al Vescovo. Il Documento dell’Assemblea. Il Documento su cui verte il lavoro raccoglie il frutto delle Assemblee vicariali, che vede la conferma dei due compiti della Chiesa, già indicati dal Sinodo nazionale: l’annuncio e la prossimità. Per quanto riguarda il primo ambito, il discernimento vicariale ha fatto emergere che quanto oggi interpella le comunità non consiste tanto nell’aggiunta di nuove attività, quanto nell’esigenza che ogni attività pastorale trovi sorgente e finalità nella relazione con il Signore e nello stile fraterno: a questo proposito, le Assemblee hanno individuato nella spiritualità e nella formazione due dimensioni essenziali. Per quanto riguarda la prossimità, il discernimento vicariale ha fatto emerge due grandi dimensioni: l’importanza dell’accoglienza e della cura, in particolare verso la fragilità e la marginalità; l’impegno verso una reale apertura e collaborazione con il territorio. Il lavoro dell’Assemblea. I partecipanti erano suddivisi in tavoli di lavoro, avevano a disposizione quattro schede riportanti per ogni area pastorale una serie di affermazioni progressivamente numerate, le cosiddette propositiones. Su queste hanno espresso la preferenza che ciascuno in coscienza ritiene più opportuna ed urgente. Tutti i voti di ogni delegato partecipante vanno a indicare le priorità scelte dall’Assemblea.

  • 1° MAGGIO – FESTA DEL LAVORO

    Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes» del Concilio
    ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo
    contemporaneo(Nn. 33-34)
    L’attività umana nell’universo
    Con il suo lavoro e con l’ingegno l’uomo ha sempre cercato di
    sviluppare maggiormente la sua vita. Oggi poi, specialmente
    con l’aiuto della scienza e della tecnica, ha dilatato e
    continuamente dilata il suo dominio su quasi tutta la natura e
    principalmente in forza dei maggiori mezzi dovuti all’intenso
    scambio tra le nazioni, la famiglia umana poco alla volta si
    riconosce e si costituisce come una comunità unitaria nel
    mondo intero. Da qui viene che molti beni che l’uomo si
    aspettava soprattutto dalle forze superiori, oggi ormai se li
    procura con la propria iniziativa. Di fronte a questo immenso
    sforzo che investe ormai tutto il genere umano, sorgono tra
    gli uomini parecchi interrogativi. Qual è il senso e il valore
    dell’attività umana? Come si deve usare dei suoi frutti e delle
    sue risorse? Al raggiungimento di quale fine tendono gli sforzi
    sia dei singoli che delle collettività? La Chiesa, che custodisce
    il deposito della parola di Dio, fonte dei principi religiosi e
    morali, anche se non ha sempre pronta la risposta alle singole
    questioni, desidera unire la luce della rivelazione alla
    competenza di tutti, perché sia illuminata la strada che
    l’umanità ha da poco imboccato. Per i credenti è certo che
    l’attività umana individuale e collettiva, con quello sforzo
    immenso con cui gli uomini lungo i secoli cercano di cambiare
    in meglio le condizioni di vita, risponde al disegno divino.
    L’uomo, creato ad immagine di Dio, ha ricevuto il mandato di
    sottomettere a sé la terra con tutto ciò che è contenuto in
    essa, di governare il mondo nella giustizia e nella santità, di
    riconoscere Dio come creatore di tutto e, conseguentemente,
    di riferire a lui se stesso e tutto l’universo, di modo che,
    assoggettate all’uomo tutte le cose, il nome di Dio sia
    glorificato su tutta la terra. Questo vale pienamente anche
    per il lavoro di ogni giorno. Quando uomini e donne, per
    procurare il sostentamento a sé e alla famiglia, esercitano il
    proprio lavoro così da servire la società, possono giustamente
    pensare che con la loro attività prolungano l’opera del
    Creatore, provvedono al benessere dei fratelli e concorrono
    con il personale contributo a compiere il disegno divino nella
    storia. I cristiani pensano che quanto gli uomini hanno
    prodotto con il loro ingegno e forza non si oppone alla
    potenza di Dio, né che la creatura razionale sia quasi rivale del
    Creatore. Sono persuasi che le vittorie del genere umano
    sono segno della grandezza di Dio e frutto del suo ineffabile
    disegno. Quanto più cresce la potenza degli uomini, tanto
    più si estende e si amplia la responsabilità, sia individuale che
    collettiva. Gli uomini non sono distolti dalla edificazione del
    mondo dal messaggio cristiano, né sono spinti a
    disinteressarsi del bene dei loro simili, ma anzi ad operare più
    intensamente per questo scopo.

  • GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

     Papa Leone XIV ha scelto il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che sarà celebrata l’11 febbraio 2026: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

    Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l’amore prendendosi cura dell’uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell’amore verso il prossimo: l’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell’isolamento e della solitudine.

    La Giornata Mondiale del Malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.

  • RINGRAZIAMENTO CENTRO AIUTO VITA

    Domenica scorsa in occasione della “Giornata per la Vita” 2026 abbiamo raccolto 4298,07 euro. Grazie!

    Il Centro Aiuto Vita di Villafranca da quarant’anni è presenza significativa a sostegno della vita. Le nostre comunità da sempre ci sostengono ed è per questo che, anche quest’anno, le offerte raccolte durante la Santa Messa vanno al nostro Centro Aiuto Vita.

    Nel 2025 il Centro Diocesano Aiuto Vita e gli altri noveCentri Aiuto Vita vicariali hanno seguito complessivamente 1.077 nuclei di cui 243 sono venuti per la prima volta.

    Hanno offerto ascolto, sostegno psicologico, aiuti concreti per l’infanzia (pannolini, latte, farmaci, vestiti,attrezzature), ospitalità. Inoltre, i CAV si impegnano a

    promuovere la cultura della vita attraverso iniziative di sensibilizzazione (incontri nelle scuole, testimonianze ecc..) e di formazione.

    Sono 248 i bambini nati nel corso dell’anno da famiglie seguite dai centri: sono un dono di Dio e benedizione per le loro famiglie e per noi tutti.

    Grazie dunque anche a nome dei bambini, delle mamme e famiglie avete fatto per offrire un segno concreto di aiuto, vicinanza e speranza.

  • Domenica della Parola

    Carissime sorelle e fratelli, «La parola di Cristo abiti tra voi» (Col 3,16). Questo invito dell’apostolo Paolo parla da vicino alla nostra vita di fede e alla quotidianità, fatta di domande, fatiche, attese e desiderio di senso. San Paolo non ci invita solo a leggere un testo, ma ad accogliere una Persona: Cristo. A lasciarlo entrare nella nostra casa, nei nostri pensieri e anche nelle nostre stanchezze. Il verbo “abitare” è molto concreto: indica una presenza stabile, familiare, quotidiana. La Parola di Cristo non chiede di essere ascoltata solo occasionalmente, ma di trovare spazio dentro di noi, nelle scelte che facciamo e nel modo in cui guardiamo noi stessi, gli altri e il mondo. Quando la Parola dimora davvero in noi,

    diventa consolazione nelle prove, luce nelle decisioni e criterio nelle relazioni. Con questo spirito desidero rilanciare la VII Domenica della Parola di Dio, che celebreremo domenica 25 gennaio. Non sia solo una ricorrenza, ma un’occasione per rinnovare il nostro rapporto personale e comunitario con la Sacra Scrittura. Quest’anno, per una felice coincidenza, questa Giornata si unisce alla celebrazione della Conversione di san Paolo, che conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani. È un segno eloquente della forza della Parola, capace di convertire i cuori e di costruire comunione. Vivremo questo momento insieme ai rappresentanti delle Chiese cristiane presenti a Verona, riuniti in Cattedrale alle ore 20:30, come testimonianza concreta del cammino di unità a cui il Signore ci chiama. Questo impegno assume un significato particolare nel cammino verso l’Assemblea diocesana del 16 maggio. La Parola di Cristo non è solo nutrimento personale, ma fondamento del discernimento comunitario. Ogni incontro e ogni scelta troveranno forza e coerenza se radicati nella Parola. Prepararci a questo appuntamento significa lasciarla risuonare nelle nostre comunità, nei gruppi e nelle famiglie, per arrivare all’Assemblea con mente aperta, cuore disponibile e spirito di unità. Invito ciascuno di voi a vivere questa Giornata come un tempo di rinnovamento personale e comunitario, attraverso l’ascolto, la lettura, la meditazione e la condivisione della Parola. Solo così potrà trasformare i nostri cuori e renderci strumenti di comunione, di speranza e di vita nuova. Affidiamo tutto allo Spirito Santo, perché la Parola di Cristo sia sempre più viva, operante e feconda nella nostra vita e nella vita della nostra Chiesa di Verona.

    Con affetto, Domenico Vescovo

  • SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

    «Il regno dei cieli è simile al lievitoche una donna prese e mescolòin tre misure di farina,finché non fu tutta lievitata»(Mt 13,33)O Dio, nostro Padre,che nel deserto hai nutrito il tuo popolo con la manna (Es 16)e non lasci senza effetto la tua Parola di salvezza (Is 55,10–11),ravviva in noi la memoria delle tue opere,come nei giorni antichi (Sal 78; Dt 8,1–3),svelaci i tesori più preziosi del nostro passato,perché non dimentichiamo il volto di chi ci ha preceduti.Signore Gesù Cristo,che hai sconfitto il male e la morte donandoci la vita;e hai distrutto il muro di separazione tra i popoliabbattendo l’inimicizia (Ef 2,14–16),riaccendi in noi l’amore che tutto spera (1Cor 13,7);rinsalda il nostro rispetto per la vita che viene dal Padree per la dignità di ogni persona plasmata a sua immagine (Gen 1,27).

    Spirito Santo,grido profondo del nostro cuore (Gal 4,6; Rom 8,15),vento che sospinge su rotte inesplorate (At 2,2),

    per restare al passo con le donne e gli uomini di questo tempo

    purifica il nostro sguardo per vedere l’invisibile (Eb 11,27),accendi in noi la luce sapiente dell’intelligenza della fedee insegnaci a camminare insieme,con un cuore solo e un’anima sola (At 4,32)

  • ASSEMBLEA DIOCESANA

    Le parole del vescovo:

    “Fate attenzione a quello che ascoltate” (Mc 4,24)

    Seduto su una barca Gesù lancia questo appello alla folla radunata sulla riva del mare, in quel “limite” dove acqua e terra si toccano, in uno spazio che permette l’incontro e il sostare.

    Il suo è un richiamo a coltivare una qualità spirituale dell’ascolto: solo questa rende i discepoli capaci di accogliere il seme del Regno, di portare frutto e, per certi versi, di passare all’altra riva. La Chiesa non è una appartenenza a bassa intensità dove ognuno va per la propria strada, ma è una “compagnia” che si ingrossa cammin facendo, grazie all’apporto di tutte e di tutti.

    Questo e non altro vuole essere l’Assemblea diocesana (16 maggio 2026).

    Camminare insieme

    Ma come si impara a “camminare insieme”? Quando ci si ascolta davvero; quando si cerca Dio in tutte le cose; quando si decide insieme sulle questioni che riguardano le comunità; quando si procede anche a ritmi diversi. In ciascuna di queste situazioni si fa esperienza del “camminare insieme”!

    L’esperienza del Cammino sinodale delle Chiese in Italia (2021-2025), confluita nella sintesi Lievito di pace e di speranza, ha assunto come metodo la conversazione spirituale: semplice e rivoluzionaria al contempo.

    Non è una tecnica da esperti. È un modo di stare insieme che i primi cristiani praticavano naturalmente. Ma perché è così importante? Perché cambia radicalmente il nostro modo di riunirci.

    La conversazione spirituale non parte da “cosa dobbiamo fare”, ma da “cosa lo Spirito ci sta dicendo attraverso le nostre esperienze”. Ci serve il silenzio; ci serve la risonanza; ci serve la disponibilità di prendere la parola senza giudizio, per giungere a un consenso e non a una uniformità che appiattisce le differenze. In tal modo, la conversazione spirituale ridà voce a chi di solito tace, supera le polarizzazioni, fa emergere una saggezza che nessuno possedeva da solo, genera decisioni che tutti possono sostenere, crea vera comunità.

    Il percorso dell’Assemblea diocesana

    L’Assemblea diocesana avrà un prima e un dopo.

    Il “prima” sono le Assemblee vicariali (gennaio e febbraio), quindi gli Esercizi spirituali al popolo di Dio con il card. José Tolentino de Mendonça (12-14 marzo 2026).

    Il “dopo” sarà l’attuazione di quanto insieme visto, pregato, discusso e deciso.

    Non vogliamo un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa, secondo quell’intuizione della Evangelii gaudium che non cessa di scuoterci:

    «La pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità. Una individuazione dei fini senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli è condannata a tradursi in mera fantasia» (n 33).

    Buon cammino verso l’Assemblea diocesana a ciascuna e a ciascuno!