ASSEMBLEA DIOCESANA

Sono circa 2.700 i rappresentanti delle varie comunità e aggregazioni cattoliche veronesi presenti all’Assemblea diocesana di sabato 16 maggio presso il Palariso di Isola della Scala. Il programma prevedeva, dalle 9.00, una prima parte con accoglienza, introduzione alla giornata e al percorso, momento di preghiera e intervento del vescovo Domenico Pompili); dalle 10.30 il lavoro sul Documento dell’Assemblea, prima e dopo il pasto fissato per le 12.30; nel pomeriggio le conclusioni affidate al Vescovo. Il Documento dell’Assemblea. Il Documento su cui verte il lavoro raccoglie il frutto delle Assemblee vicariali, che vede la conferma dei due compiti della Chiesa, già indicati dal Sinodo nazionale: l’annuncio e la prossimità. Per quanto riguarda il primo ambito, il discernimento vicariale ha fatto emergere che quanto oggi interpella le comunità non consiste tanto nell’aggiunta di nuove attività, quanto nell’esigenza che ogni attività pastorale trovi sorgente e finalità nella relazione con il Signore e nello stile fraterno: a questo proposito, le Assemblee hanno individuato nella spiritualità e nella formazione due dimensioni essenziali. Per quanto riguarda la prossimità, il discernimento vicariale ha fatto emerge due grandi dimensioni: l’importanza dell’accoglienza e della cura, in particolare verso la fragilità e la marginalità; l’impegno verso una reale apertura e collaborazione con il territorio. Il lavoro dell’Assemblea. I partecipanti erano suddivisi in tavoli di lavoro, avevano a disposizione quattro schede riportanti per ogni area pastorale una serie di affermazioni progressivamente numerate, le cosiddette propositiones. Su queste hanno espresso la preferenza che ciascuno in coscienza ritiene più opportuna ed urgente. Tutti i voti di ogni delegato partecipante vanno a indicare le priorità scelte dall’Assemblea.

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