Categoria: PASTORALE

ATTIVITÀ PASTORALI

  • 100 GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

    «Uno in Cristo, uniti nella missione» è il tema scelto da Papa
    Leone XIV per la Giornata MissionariaMondiale 2026 che si celebrerà Domenica 18 ottobre. «La prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri», dice il Papa nel suo messaggio. Questo invito risulta particolarmente significativo nell’anno in cui celebriamo il Centenario dell’istituzione della Giornata Missionaria Mondiale che dal 1926, per
    volontà di Papa Pio XI, si celebra nella penultima domenica di ottobre in tutte le Chiese del mondo. È la giornata della “cattolicità” e della solidarietà universale” tra le Chiese sparse in tutto il mondo. È la Giornata in cui tutti i credenti in ogni angolo del mondo, convocati attorno alla figura di Gesù, primo missionario, pregano e offrono la loro solidarietà per le missioni.
    Non dimentichiamo che l’impegno di portare il Vangelo fino ai confini del mondo (At 1,8) – come ci ricorda ilConcilio Vaticano II – è affidato a tutti i battezzati.
    Certo, non tutti possono partire, ma tutti possono e
    devono contribuire, sostenendo, con la preghiera
    l’azione missionaria della Chiesa in ogni angolo del
    mondo.

  • LETTERA PASTORALE DEL VESCOVO

    Consegnata l’8 settembre 2026, durante la Messa per la
    Madonna del Popolo in Cattedrale. È la quarta Lettera
    pastorale del Vescovo di Verona.
    “Siamo viandanti.
    Lo siamo perché veniamo al mondo
    con una nascita incompiuta
    e una strada da cercare,
    passo dopo passo”
    La Lettera pastorale Sulla via, di poco più di 100 pagine,
    invita a riscoprire la vita cristiana come un cammino. Il
    titolo richiama i primi cristiani, chiamati “quelli della
    Via”, e l’immagine di un Dio che non rimane immobile,
    ma cammina, viene incontro e accompagna. La prima
    parte, “Strada facendo”, riflette sul significato del
    camminare nella vita e nella Bibbia. La seconda,
    “Camminare insieme”, propone indicazioni concrete
    per una Chiesa che si mette nuovamente in viaggio
    verso Dio e verso le persone. Per Caritas, questo
    cammino significa soprattutto andare incontro alle
    persone, camminare con chi vive situazioni di fragilità,
    incontrarlo là dove si trova e costruire comunità capaci
    di riconoscere i bisogni e rispondere con attenzione. La
    strada diventa così luogo di incontro, solidarietà e
    condivisione.
    https://www.caritas.vr.it/lettera-pastorale-vescovo-2026-2027/

  • GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

     Papa Leone XIV ha scelto il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che sarà celebrata l’11 febbraio 2026: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

    Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l’amore prendendosi cura dell’uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell’amore verso il prossimo: l’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell’isolamento e della solitudine.

    La Giornata Mondiale del Malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.

  • RINGRAZIAMENTO CENTRO AIUTO VITA

    Domenica scorsa in occasione della “Giornata per la Vita” 2026 abbiamo raccolto 4298,07 euro. Grazie!

    Il Centro Aiuto Vita di Villafranca da quarant’anni è presenza significativa a sostegno della vita. Le nostre comunità da sempre ci sostengono ed è per questo che, anche quest’anno, le offerte raccolte durante la Santa Messa vanno al nostro Centro Aiuto Vita.

    Nel 2025 il Centro Diocesano Aiuto Vita e gli altri noveCentri Aiuto Vita vicariali hanno seguito complessivamente 1.077 nuclei di cui 243 sono venuti per la prima volta.

    Hanno offerto ascolto, sostegno psicologico, aiuti concreti per l’infanzia (pannolini, latte, farmaci, vestiti,attrezzature), ospitalità. Inoltre, i CAV si impegnano a

    promuovere la cultura della vita attraverso iniziative di sensibilizzazione (incontri nelle scuole, testimonianze ecc..) e di formazione.

    Sono 248 i bambini nati nel corso dell’anno da famiglie seguite dai centri: sono un dono di Dio e benedizione per le loro famiglie e per noi tutti.

    Grazie dunque anche a nome dei bambini, delle mamme e famiglie avete fatto per offrire un segno concreto di aiuto, vicinanza e speranza.

  • Domenica della Parola

    Carissime sorelle e fratelli, «La parola di Cristo abiti tra voi» (Col 3,16). Questo invito dell’apostolo Paolo parla da vicino alla nostra vita di fede e alla quotidianità, fatta di domande, fatiche, attese e desiderio di senso. San Paolo non ci invita solo a leggere un testo, ma ad accogliere una Persona: Cristo. A lasciarlo entrare nella nostra casa, nei nostri pensieri e anche nelle nostre stanchezze. Il verbo “abitare” è molto concreto: indica una presenza stabile, familiare, quotidiana. La Parola di Cristo non chiede di essere ascoltata solo occasionalmente, ma di trovare spazio dentro di noi, nelle scelte che facciamo e nel modo in cui guardiamo noi stessi, gli altri e il mondo. Quando la Parola dimora davvero in noi,

    diventa consolazione nelle prove, luce nelle decisioni e criterio nelle relazioni. Con questo spirito desidero rilanciare la VII Domenica della Parola di Dio, che celebreremo domenica 25 gennaio. Non sia solo una ricorrenza, ma un’occasione per rinnovare il nostro rapporto personale e comunitario con la Sacra Scrittura. Quest’anno, per una felice coincidenza, questa Giornata si unisce alla celebrazione della Conversione di san Paolo, che conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani. È un segno eloquente della forza della Parola, capace di convertire i cuori e di costruire comunione. Vivremo questo momento insieme ai rappresentanti delle Chiese cristiane presenti a Verona, riuniti in Cattedrale alle ore 20:30, come testimonianza concreta del cammino di unità a cui il Signore ci chiama. Questo impegno assume un significato particolare nel cammino verso l’Assemblea diocesana del 16 maggio. La Parola di Cristo non è solo nutrimento personale, ma fondamento del discernimento comunitario. Ogni incontro e ogni scelta troveranno forza e coerenza se radicati nella Parola. Prepararci a questo appuntamento significa lasciarla risuonare nelle nostre comunità, nei gruppi e nelle famiglie, per arrivare all’Assemblea con mente aperta, cuore disponibile e spirito di unità. Invito ciascuno di voi a vivere questa Giornata come un tempo di rinnovamento personale e comunitario, attraverso l’ascolto, la lettura, la meditazione e la condivisione della Parola. Solo così potrà trasformare i nostri cuori e renderci strumenti di comunione, di speranza e di vita nuova. Affidiamo tutto allo Spirito Santo, perché la Parola di Cristo sia sempre più viva, operante e feconda nella nostra vita e nella vita della nostra Chiesa di Verona.

    Con affetto, Domenico Vescovo

  • ASSEMBLEA DIOCESANA

    Le parole del vescovo:

    “Fate attenzione a quello che ascoltate” (Mc 4,24)

    Seduto su una barca Gesù lancia questo appello alla folla radunata sulla riva del mare, in quel “limite” dove acqua e terra si toccano, in uno spazio che permette l’incontro e il sostare.

    Il suo è un richiamo a coltivare una qualità spirituale dell’ascolto: solo questa rende i discepoli capaci di accogliere il seme del Regno, di portare frutto e, per certi versi, di passare all’altra riva. La Chiesa non è una appartenenza a bassa intensità dove ognuno va per la propria strada, ma è una “compagnia” che si ingrossa cammin facendo, grazie all’apporto di tutte e di tutti.

    Questo e non altro vuole essere l’Assemblea diocesana (16 maggio 2026).

    Camminare insieme

    Ma come si impara a “camminare insieme”? Quando ci si ascolta davvero; quando si cerca Dio in tutte le cose; quando si decide insieme sulle questioni che riguardano le comunità; quando si procede anche a ritmi diversi. In ciascuna di queste situazioni si fa esperienza del “camminare insieme”!

    L’esperienza del Cammino sinodale delle Chiese in Italia (2021-2025), confluita nella sintesi Lievito di pace e di speranza, ha assunto come metodo la conversazione spirituale: semplice e rivoluzionaria al contempo.

    Non è una tecnica da esperti. È un modo di stare insieme che i primi cristiani praticavano naturalmente. Ma perché è così importante? Perché cambia radicalmente il nostro modo di riunirci.

    La conversazione spirituale non parte da “cosa dobbiamo fare”, ma da “cosa lo Spirito ci sta dicendo attraverso le nostre esperienze”. Ci serve il silenzio; ci serve la risonanza; ci serve la disponibilità di prendere la parola senza giudizio, per giungere a un consenso e non a una uniformità che appiattisce le differenze. In tal modo, la conversazione spirituale ridà voce a chi di solito tace, supera le polarizzazioni, fa emergere una saggezza che nessuno possedeva da solo, genera decisioni che tutti possono sostenere, crea vera comunità.

    Il percorso dell’Assemblea diocesana

    L’Assemblea diocesana avrà un prima e un dopo.

    Il “prima” sono le Assemblee vicariali (gennaio e febbraio), quindi gli Esercizi spirituali al popolo di Dio con il card. José Tolentino de Mendonça (12-14 marzo 2026).

    Il “dopo” sarà l’attuazione di quanto insieme visto, pregato, discusso e deciso.

    Non vogliamo un’altra Chiesa, ma una Chiesa diversa, secondo quell’intuizione della Evangelii gaudium che non cessa di scuoterci:

    «La pastorale in chiave missionaria esige di abbandonare il comodo criterio pastorale del “si è fatto sempre così”. Invito tutti ad essere audaci e creativi in questo compito di ripensare gli obiettivi, le strutture, lo stile e i metodi evangelizzatori delle proprie comunità. Una individuazione dei fini senza un’adeguata ricerca comunitaria dei mezzi per raggiungerli è condannata a tradursi in mera fantasia» (n 33).

    Buon cammino verso l’Assemblea diocesana a ciascuna e a ciascuno!
  • ANNUNZIO DEL GIORNO DELLA PASQUA 2026

    Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è

    manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi

    fino al suo ritorno. Nei ritmi e nelle vicende del

    tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza.

    Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore

    crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella

    domenica di Pasqua il 5 aprile. In ogni domenica,

    Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende

    presente questo grande evento nel quale Cristo ha

    vinto il peccato e la morte.

    Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi:

    Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 18 febbraio.

    L’Ascensione del Signore, il 17 maggio.

    La Pentecoste, il 24 maggio.

    La prima domenica di Avvento, il 29 novembre.

    Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli

    apostoli, dei santi e nella commemorazione dei

    fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra

    proclama la Pasqua del suo Signore.

  • IL PRESEPE NON MI OFFENDE

    Per via dei turni in ospedale non sempre riesco a partecipare alla preghiera del venerdì. Questa settimana però ce l’ho fatta, e come da tradizione: mi sono vestito bene, mi sono profumato, e mentre camminavo verso la moschea mi sono ritrovato a pensare a una cosa che ogni dicembre ritorna… sempre uguale.

    Io sono palestinese. Da bambino giocavo nei pressi della Basilica della Natività, a Betlemme. Gesù non è mai stato per me “la figura dell’altro”: è parte della mia storia, della mia terra, e anche della mia fede. Mio zio aveva un chiosco di falafel lì vicino, e i ricordi più belli della mia infanzia hanno quell’odore addosso: la pietra antica, le voci, la gente che arrivava da ovunque, e quella sensazione semplice che la vita potesse stare tutta nello stesso posto.

    Poi lo studio mi ha portato in Italia. E, per cultura, storia e spiritualità, l’Italia è diventata davvero una seconda casa. Quel legame che avevo con Gesù — con ciò che rappresenta — non si è indebolito: si è rafforzato.

    Eppure, da anni, ogni dicembre rivedo le stesse polemiche: “il presepe sì”, “il presepe no”, e puntualmente la frase che pesa sempre di più: “i musulmani non lo vogliono.”
    Mi dà fastidio, perché è una semplificazione ingiusta. E perché, paradossalmente, se c’è qualcuno che non può essere estraneo al presepe, è proprio un musulmano palestinese.

    Per un musulmano, la nascita di Gesù è un miracolo. Maria (Maryam) è una figura sacra. Il Corano racconta la nascita di Gesù nella Sura Maryam (19:16–34): l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria, il parto vissuto nella solitudine e nella prova, il conforto divino — acqua e datteri — e poi quel momento che commuove sempre: Gesù, ancora nella culla, parla per difendere l’onore di sua madre e annunciare pace e benedizione.

    Ci possono essere differenze teologiche, certo. Alcune anche importanti.
    Ma la cosa che mi colpisce è questa: piccoli dettagli non dovrebbero mai diventare un pretesto per dividerci, nonostante tanti tentativi — espliciti o sottili — di convincerci del contrario.
    Perché un popolo unito, con la bellezza delle sue diversità, a qualcuno non piace: a chi vive di odio, a chi guadagna con la divisione, a chi vuole sradicare la storia degli altri per imporre la propria.

    Ricordo ancora un episodio del 1993: ero ricoverato in ospedale. Un’infermiera, sapendo che ero musulmano, tolse il crocifisso dalla stanza. Capivo le intenzioni, forse pensava di rispettarmi. Ma io non mi sentii rispettato. Mi sentii come se mi stessero dicendo: “per farti spazio, devo togliere qualcosa.”
    E le chiesi di rimetterlo. Perché il rispetto non è cancellare. Il rispetto è saper stare nella stessa stanza senza paura dei simboli dell’altro.

    Nella mia famiglia, i Tamimi, abbiamo un terreno a Hebron su cui sorge una chiesa bellissima. Nel periodo natalizio si celebra insieme: chi con fede, chi con partecipazione, chi semplicemente condividendo la gioia altrui. E allo stesso modo, nel Ramadan, la tavola si apre anche ai fratelli cristiani. Perché la convivenza vera non è una frase: è un gesto ripetuto, anno dopo anno.

    Ecco perché mi stanca vedere sempre lo stesso stereotipo: come se essere musulmano significasse “negare” ciò che è cristiano. Quando, nella mia esperienza e nella mia educazione, è vero l’opposto: riconoscere ciò che è sacro per l’altro può essere parte della propria dignità.

    Celebrando la nascita di Gesù, allora, celebriamo anche qualcosa di più grande: l’idea che la fraternità è possibile.
    E non dimentichiamoci della sua terra natale, che ha ancora tanto da insegnare al mondo su convivenza e umanità. In quelle terre — tra lingue semitiche come l’aramaico e l’arabo, tra chiese e moschee, tra ferite e bellezza — la storia ci ricorda che si può vivere insieme, se si sceglie di farlo.

    Il presepe non mi offende.
    Perché io non ho mai visto il presepe come un confine. L’ho sempre visto per quello che è: una nascita, una speranza, una luce che — se siamo onesti — parla a tutti noi.

    Dott. Issam Mujahed
    Brescia, 15/12/2025

  • BUON NATALE DA DON ANDREA

    “Il Bambino, figlio di Maria e figlio di Dio,

    ci sorride dalla mangiatoia.

    Ha il sorriso di ogni bimbo

    E di ogni povero di questo mondo!

    Apriamoci all’amore di questo Bambino!

    Apriamoci alla nuova vita di questo Bambino!

    Doniamo il nostro sorriso a Lui

    E a ogni creatura che di Lui è segno!”

    Un grazie particolare a chi si adopera per il canto, per il

    servizio liturgico, l’arredo, le pulizie, per il presepio. Grazie

    per la generosità delle associazioni e di tante persone per

    chi è in difficoltà. Il nostro pensiero per tutti e per ciascuno.

    Maria, che ha custodito nel suo cuore il mistero di questi

    giorni santissimi, sia vicina in particolare a chi sente il

    vuoto di una persona cara che è mancata. Giuseppe che ha

    sperimentato la difficoltà della fede, sia di conforto a chi,

    piccolo o grande, vivendo questo momento di

    disorientamento e di dubbio, si può trovare stanco

    spiritualmente. Auguriamo a tutti che Gesù, motivo della

    nostra gioia, apra i nostri cuori alla certezza di essere

    amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato e

    di poter a nostra volta amare i fratelli come egli ci ha

    comandato. Buon Natale.

  • AIUTO PER I DETENUTI

    La comunità di Dossobuono si è sempre mostrata molto
    sensibile ai problemi degli ultimi, e tra questi ci sono i
    detenuti. Molte di queste persone non hanno famigliari
    che li possano aiutare, e devono dipendere per molte
    cose dall’aiuto dei volontari. Noi di Dossobuono, di
    solito li aiutiamo con materiale per l’igiene personale
    che viene messo nella madia che c’è all’ingresso della
    chiesa. Ringraziamo in anticipo e contiamo sulla solida
    generosità di Dossobuono per continuare anche
    quest’anno l’offerta del nostro aiuto. PS Per cortesia
    non bombolette in ferro o bottigliette di vetro che non
    sono ammesse. La Fraternità odv
    www.lafraternita.it info@lafraternita.it